Personale di Mike Ciafaloni

3 dicembre 2011 Dettaglio Ciafaloni_563x600

L’ex-chiesa di San Giovanni Battista lungo la via Emilia in Tavazzano,  meglio conosciuta  fino la metà del Novecento come “Chiesetta del viandante”, tornata  a nuova vita alla fine dello scorso anno grazie a un progetto dei F.lli Acerbi di Casaidea è destinata ad accogliere una serie di eventi che seguiranno nel 2012, con lo scopo di segnare una contaminazione tra mondo economico, cultura e territorio e con l’ obbiettivo di contribuire a dare un senso sempre migliore al vivere in privato e in comunità, si appresta ad ospitare il prossimo 3 dicembre un’ importante mostra di Mike Ciafaloni, artista noto come fondatore del movimento “ART-CO”, Arte Compatibile. Nel Sudmilano si è fatto conoscere e apprezzare per aver realizzato presso il Policlinico di San Donato Milanese, uno scenografico affresco che interpreta il luogo, comunemente vissuto in chiave di malattia, dolore e morte, come cardine di fiducia, speranza e rigenerazione. L’opera realizzata, 33 metri di lunghezza e due e mezzo di altezza, riflette la filosofia di Ciafaloni, quella secondo cui “la bellezza dell’ambiente” procura o crea “armonia nello spirito”. In breve: un’arte “compatibile” che si rapporta con i luoghi di sofferenza e li sdrammatizza, trasmettendo un messaggio positivo ai degenti, agli operatori sanitari e ai visitatori.

Di origini calabresi ma da oltre mezzo secolo a Milano, l’artista è da sempre molto attivo nel campo della pittura, scultura, architettura e grafica. Da quando ha lasciato Catanzaro, il suo curricula artistico si è andato arricchendo di presenze in tutto il mondo: New York, Londra, Gent, Pechino, Basilea, Ginevra, Montreal, Toronto, Milano, Bergamo, Brescia ecc. Le cronache e le critiche ci informano di consensi raccolti e di successi di pubblico; attualmente Ciafaloni è membro UET (Université Européenne du Travail) alla Sorbona di Parigi.

Nella poetica di “Arte-compatibile”, Ciafaloni e i suoi colleghi sostengono  un’arte che vuole far riflettere l’ uomo sull’ importanza di trovare un rapporto di stabilità e di equilibrio tra la civiltà “tecnologica” e le risorse umane ed ambientali. Il pittore, fondatore del movimento, parte da una concezione non estetica ma etica: l’aspirazione di tutti di poter vivere in un ambiente più umano, lavorare in luoghi salutari e utilizzare spazi adeguati per le proprie attività di tempo libero.

E’ nel colore, specchio magico e tesoro, ma anche nel movimento e  nell’armonia della composizione, che Ciafaloni ricerca la compatibilità . Le sue opere, colme di cromie e costruite sul movimento dei soggetti, risultano suggestive, penetranti e coinvolgenti, sembrando così agire sulla visione. All’interno dei profili, i colori trasmettono forza, acquistano mistero, imponendosi all’occhio senza sgomitare. Hanno carattere condiscendente. Mimetizzano. Liberano codici che influenzano l’ambiente, i comportamenti, il linguaggio, l’immaginario. Bisogna fruirne con giudizio. Ciafaloni è specialista nel labirintico simbolico delle tinte. Il blu è padrone della sua tavolozza, coi gialli, i rossi, i color confetto. Da Ciafaloni arriva l’invito a pensare a colori. A vedere il mondo da un’altra prospettiva.