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Chiesetta del Viandante

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L’Ex Chiesetta del Viandante di Casaidea, risalente al 1626,  vive oggi come suggestiva vetrina che ospita pezzi d’antiquariato e mobili antichi, sapientemente miscelati a complementi di design e proposte dal gusto contemporaneo e classico.

La chiesa di Tavazzano sorge nel 1626 in sostitu­zione di un’altra chiesetta sita in Tavazzano Vecchio, anch’essa di proprietà dell’Ospedale Maggiore di Lodi. Nell’anno 1626, demolita la vecchia chiesa ormai ve­tusta e malsicura, l’Ospedale Maggiore di Lodi ne fece erigere una nuova, ubicata nel centro della grossa frazione di Tavazzano Nuovo, dove sorge­vano pochissimi caseggiati. Il merito della nascita della nuova chiesa va attribuito al Vescovo Clemente Gera, investito di tale carica dal Papa Urbano VIII.  La nuova chiesa fu consacrata dal Vescovo di Lodi Monsignor Clemente Gera che vi celebrò la prima Messa il 18 aprile 1627.

L’Ospedale di Lodi la cedette alla Curia Diocesana solo nel 1954, quando si istituì la nuova parrocchia di Tavazzano e fu così dispensato dall’obbligo di mantenimento di un sacerdote per la celebrazione della Messa festiva, obbligo al quale era vincolato.

Il giorno 5 maggio dell’anno 1966 viene sottoscritto tra i coniugi Luigi Acerbi e Pizzoccheri Carmela e don Aurelio Vota, parroco e legale rappresentante della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista in Tavazzano con Villavesco, l’atto di compravendita dell’immobile precedentemente destinato al culto.  Il signor Luigi Acerbi acquistò l’edificio ormai fati­scente e destinato alla demolizione per vari motivi affettivi: la familiarità quoti­diana che aveva instaurato con quella chiesa, di cui nelle occasioni solenni curava gli addobbi, nella quale allestiva i presepi e dove regolarmente assi­steva alle celebrazioni. Questa assidua frequenta­zione aveva creato un legame forte con un edificio che, seppure in cattive condizioni, racchiudeva in sé ricordi di momenti altamente significativi. Il la­voro di ristrutturazione cercò di mantenere inalte­rata, per quanto possibile, la struttura perimetrale e architettonica: nella parte alta vennero conservati i mattoni originali. Un intervento rilevante, dettato da ragioni di fun­zionalità dell’edificio, consistette nell’abbattimento del campanile e nell’aggiunta di una soffittatura nella volta della chiesa.

L’intervento di ristrutturazione iniziale dell’antico immobile è stato orientato per necessità lavorative, alla destinazione di una parte di esso a falegnameria ed ebanisteria oltre che ad un area destinata alla vendita di mobili e complementi d’arredo con relativo magazzino.

Oggigiorno l’intera struttura, totalmente rinnovata dopo la recente ristrutturazione avvenuta alla fine del 2010, oltre a vivere come suggestiva vetrina che ospita pezzi d’antiquariato e mobili antichi, sapientemente miscelati a proposte di gusto classico e contemporaneo, rinasce sotto la veste di centro culturale.

Uno spazio eclettico e suggestivo che attinge forza e carattere dalle proprie radici storiche e che si presta ad accogliere mostre d’arte, concerti, meeting e dibattiti di grande interesse.

Abbiamo attuato un breve percorso attraverso le ampie volute dei secoli per delineare la piccola sto­ria di un edificio sacro, consegnato all’affetto e alla conservazione rispettosa di una famiglia di artigiani, sensibili alla cultura, all’arte e alla storia. Una documentazione che si avvale di fonti esili e che non ha la pretesa di spaziare con ampie infor­mazioni nel mare degli eventi, peraltro non ben do­cumentabili e occorsi in un periodo così esteso.

Un tentativo, tuttavia, di aprire uno squarcio nel buio delle vicende del tempio sacro e di abbozzare con piccole pennellate gli snodi cronologici cru­ciali. La superficialità moderna elide la ricchezza del pas­sato, gettandoci in pasto all’effimero. La memoria autentica è invece la celebrazione della continuità con l’oggi da essa generato, alimentato e spinto ad andare oltre. E’ un fiume in movimento verso terre diverse, verso nuovi orizzonti, tuttavia non ignaro dell’alveo generoso che l’ha ospitato. A noi ora il compito di scriverne, giorno per giorno la storia, valorizzando una struttura che, oltre a con­servare un’importante memoria storica della vita re­ligiosa del paese, possa incidere in maniera significativa sulla crescita culturale e sociale dello stesso. L’auspicio più grande è che possa diventare un luogo di incontro e di scambio culturale: un edi­ficio che conserva nella struttura il ricordo del pas­sato, seppur armonizzandola con le esigenze di funzionalità del presente, nella quale ospitare mo­stre, eventi culturali ed economici, coniugando anche aspetti commerciali e interessanti spunti di riflessione. Un centro pulsante di creatività e di in­novazione che riesca a rispondere in maniera con­vincente alle sempre mutevoli esigenze di una società in continua trasformazione.